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  • teli lino con disegno classico
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Artigianato


Come tutta la Sardegna, anche questa è una zona ricca di artigianato locale molto pregiato e apprezzato.
Oristano, città della ceramica, è già nel 1920 sede di una scuola d’arte, dove inizialmente venivano prodotti oggetti di uso quotidiano molto pratici e funzionali, solo in seguito è stato dato spazio ad una vasta gamma di oggettistica moderna. A tutt’oggi è presente un importante laboratorio della Regione, nonché alcune botteghe private dove ammirare ceramiche pregiate e fare anche piacevoli acquisti.

Un’arte “nascosta” che viene tramandata di madre in figlia, ma che va via via perdendosi è il pane cerimoniale, che rappresenta la ritualità legata alla religione e alla vita contadina della famiglia e ha un significato benaugurante. Il pane viene pazientemente plasmato da mani esperte per trasformarsi in vere e proprie opere d’arte, come bouquet da sposa, corone di fiori, rami, cestini, foglie e uccelli.

Samugheo è un paese di tradizione tessile, famoso e qualificato a livello regionale, dove da tempo immemore le donne lavorano al telaio per creare meravigliosi manufatti di utilizzo quotidiano, anticamente da portare in dote e oggi come vezzo. Tovaglie, canovacci, tappeti, asciugamani tradizionalmente ecru e bianchi con disegni classici, oggi si trovano anche con ricami di colori pastello e disegni dalle linee moderne.

Tradizione antica, strettamente legata alla vita agro-pastorale, è il coltello a serramanico, “sa leppa” abitualmente usata nei tipici “spuntini” sardi. Se ne trovano di diverse fogge in base alla zona di origine, tra i più famosi l’Arburese e il Pattadese. Possono essere facilmente acquistati nei negozi di artigianato, nonché in fiere e mostre. Tra fine luglio e inizio agosto si svolge “Is Arresojas”, la rassegna internazionale delle lame sarde, nel borgo minerario di Montevecchio, dove i diversi produttori portano le loro personali collezioni, ospitando anche amatori e maestri coltellinai di altre regioni del mondo.

La filigrana è arrivata in Sardegna nel XV secolo con gli Spagnoli, ma la sua origine ancora incerta risale a tempi ben più remoti: i primi ritrovamenti risalgono addirittura a più di 3.000 anni a.C. Questa caratteristica lavorazione ha però raggiunto il suo apice nell’isola, dove i monili più tradizionali sono così realizzati da abili e raffinati artigiani, che si tramandano questa esperienza millenaria. I gioielli che tipicamente rappresentano la tradizione, sono le fedi sarde che hanno peculiarità differenti da paese a paese e i ricchi bottoni presenti negli splendidi costumi maschili e femminili.

Tradizione più povera ma non meno curiosa è quella dei cesti e panieri. Nell’Oristanese non manca la materia prima, perché ricca di piante lacustri utilizzate nell’arte dell’intreccio. Giunco, vimini, palma nana, asfodelo, rafia, paglia di grano vengono lavorati da mani esperte per la creazione di contenitori rustici per alimenti o di manufatti da esporre come ornamento. Alcune tipologie di ceste, arricchite con un intarsio centrale di broccato rosso, sono più ricercate e molto rare.
 

ceramica sarda
cesta tipica con intarsio, San Vero Milis
rosellina ricamata
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